martedì 21 marzo 2017

Il volo spezzato di Stefano Impallomeni

 

Oggi Stefano Impallomeni, nato a Roma il 24 ottobre del 1967, di mestiere fa il giornalista sportivo. Lavora per Sky, è una di quelle voci che ogni settimana, ogni giorno, ci raccontano le decine e decine di storie che solamente il calcio sa regalare. C'è però stato un tempo, più di trent'anni fa, in cui Stefano non raccontava storie, c'è stato un tempo in cui lui era il protagonista, di quelli che le storie le scrivono: raccontarle, poi, sarà compito di altri.

lunedì 20 marzo 2017

Sebastian Deisler, la sofferenza nel destino


Oggi, il movimento calcistico tedesco è tra i più scintillanti del pianeta. Una nazionale stracolma di talenti, non a caso campione del mondo in carica, un campionato, la Bundesliga, in crescita costante non solo sotto il profilo tecnico, stadi all'avanguardia, la media spettatori più alta del continente europeo. Un movimento che, insomma, scoppia letteralmente di salute. Basta portare indietro le lancette degli orologi di poco più di 15 anni, però, per scoprire una realtà profondamente diversa. Negli anni a cavallo tra i due millenni, il movimento del pallone teutonico attraversa una fase di profonda crisi: emblematica l'eliminazione nella fase a gironi dell'Europeo del 2000 per la Mannschaft di Erich Ribbeck. Le speranze di rilancio, per la Germania del pallone, risiedono nei piedi e nel talento di un ragazzo appena ventenne affacciatosi sulla scena con la casacca del Borussia Moenchengladbach e poi passato nella capitale, all'Herta di Berlino. Sulle sue giovani spalle poggia il peso del rilancio di un movimento glorioso, quello tedesco, che si ritrova però improvvisamente orfano di veri campioni. Spalle giovani, che si riveleranno troppo fragili per sostenere una tale responsabilità.

martedì 10 gennaio 2017

Cessate il fuoco, gioca O'Rei!


Qualcuno, ogni tanto, ancora ci prova. "Il calcio è solo un gioco", sibila la voce, nel tentativo di spegnere il fuoco nel cuore degli appassionati, nel tentativo di oscurare la luce che ogni innamorato di pallone porta negli occhi. Nel 2017, però, con oltre un secolo di pallone ormai alle nostre spalle, di argomenti per smentirlo ne abbiamo in abbondanza. Il calcio non è, non è mai stato e mai sarà solamente un gioco: il calcio è un fenomeno sociale dall'incidenza ormai determinante nella vita di milioni di persone, parte integrante della storia di questo pianeta. Il calcio è stato in grado di scandirla e anche di indirizzarla, la storia del mondo, intersecandosi ed intrecciandosi con la stessa. Quel pallone che per qualcuno è soltanto un gioco è stato capace addirittura, in alcuni straordinari casi, di fermare le guerre, portando sprazzi di spensieratezza là dove regnavano sangue e odio. 

sabato 7 gennaio 2017

Tommaso Vailatti, nessun rimpianto


Quel pomeriggio allo stadio Olimpico di Roma. Quel caldo opprimente, infernale, tipicamente agostano, quella maglia intrisa di sudore che ti si incolla alla pelle. Quella partita, la prima della tua vita nel calcio dei grandi, quello che conta, i tuoi primi passi in Serie A. Quel cross che sembra lungo per tutti. Ma non per te, che su quella palla che piove sul secondo palo ti ci fiondi. La colpisci di testa, che non è mai stata la tua specialità, spiazzi il portiere, la rete si gonfia. Velo nero davanti agli occhi, i pensieri sono soffocati dalla gioia, vuoi solo correre, gridare al mondo la tua felicità. Non hai nemmeno vent'anni e hai segnato in Serie A, all'Olimpico, nel giorno del tuo debutto. Corri, corri verso la panchina, cerchi quel compagno a cui sei affezionato, quello che ha sempre creduto in te, quello che te l'aveva detto che eri bravo per davvero. Sei in un sogno, il tuo sogno, pensi "è fatta, sono arrivato, sono un calciatore vero". Però non è così, ti ricordi di quegli allenatori che negli anni ti ricordavano come il difficile non fosse tanto arrivare in alto, quanto riuscire poi a restarci, lassù tra i grandi. E quella gioia incontenibile, settimana dopo settimana, ti sfugge dalle mani, diventa un ricordo giorno dopo giorno sempre più lontano. Pensavi di essere diventato grande, ma ti sbagliavi: ti mancava qualcosa per restare lassù, e lo avresti scoperto con il passare degli anni. Questa è la storia di una gioia effimera, di un talento grezzo che non ha avuto la forza per sbocciare, di un ragazzo che ha conosciuto la gloria e poi si è perso nel labirinto delle sue debolezze: questa è la storia di Tommaso Vailatti.

lunedì 2 gennaio 2017

L'ultima lotta di Guido Gratton


Centrocampista, fisicamente forte e resistente. Con queste parole, alla voce "caratteristiche tecniche", Wikipedia descrive Guido Gratton. Nome e cognome che agli appassionati di calcio del 2017 dicono poco, in altri casi proprio nulla. Eppure mai come in questo caso gli aggettivi utilizzati dalla più famosa e cliccata enciclopedia online sono perfetti, calzanti nel delineare non soltanto lo stile di gioco, i pregi e i difetti di un calciatore, ma l'indole stessa di un uomo. Sì, perchè Gratton, come pochi altri calciatori hanno fatto nella storia, ha dimostrato di essere un lottatore vero non solamente in campo, ha dimostrato una grinta leonina anche e soprattutto fuori dal rettangolo di gioco. Lo ha fatto suo malgrado: già, perchè probabilmente proprio quella voglia di lottare, di ruggire di fronte alle avversità, gli è costata la vita in una sera di novembre del 1996.